Programma

INTRODUZIONE

A… come Andria.

A… come Adesso.

A… come Andiamo Avanti.

C’è una lettera che viene prima di tutte. È la A. È la prima che impariamo da bambini, quella che tracciamo con mano incerta sul quaderno, quella che apre le parole più importanti: amore, ascolto, ambizione, anima. Ed è la lettera con cui inizia Andria. Forse non è un caso. Perché la A è la prima lettera dell’alfabeto, quella che apre e guida tutte le altre, quella da cui prendono forma le parole. È all’origine di ogni discorso, di ogni racconto, di ogni idea: dal suo intreccio con le altre lettere nasce l’infinita possibilità delle narrazioni, e quindi delle opere, delle scelte, delle azioni. È da lì che tutto comincia. E, allo stesso modo, è da qui che prende forma anche l’azione politica: come esercizio creativo e concreto insieme, capace di trasformare visioni in realtà, parole in decisioni, comunità in futuro. Ecco perché, in questo programma elettorale, siamo voluti partire dalla A, cioè da un inizio che non è mai davvero la prima volta, ma ogni volta una nuova possibilità.

Nel primo mandato abbiamo imparato cosa significa ricominciare. Abbiamo trovato una città ferita e l’abbiamo rimessa in piedi, passo dopo passo, restituendole dignità, fiducia, prospettiva. Abbiamo rimesso al centro le persone – non come slogan, ma come scelta quotidiana, come responsabilità. Abbiamo acceso luci dove c’erano ombre. Rimesso ordine dove c’era disordine. Riattivato energie che sembravano perdute.

Ma la A non è solo l’inizio. È anche avanti. Sei anni fa come slogan della campagna elettorale avevamo scelto una parola semplice e potente: Adesso. Adesso era il tempo del coraggio. Adesso era il tempo di rimettere in moto Andria. Adesso era il tempo di non rimandare più. Oggi quella parola è cresciuta insieme a noi. Oggi è diventata un passo in più, una direzione condivisa: Andiamo Avanti.

Avanti con ciò che abbiamo costruito. Avanti con più forza, più consapevolezza, più coraggio. Avanti senza lasciare indietro nessuno. Perché Andria merita di crescere ancora. Merita di diventare una città capace di unire sviluppo e giustizia, innovazione e radici, opportunità e diritti. Una città che sappia attrarre, creare, generare futuro.

Questo Programma Amministrativo nasce da qui. Da un percorso già avviato. Da un impegno che continua. Definisce gli indirizzi strategici e le priorità operative per lo sviluppo della comunità locale, e si colloca in continuità con una scelta chiara e riconoscibile: le persone al centro. È stato questo il fulcro dell’azione di governo nel primo mandato (2020 – 2026). Ed è da qui che si riparte.

Si riparte dalla riattivazione della città. Dal risanamento finanziario, che ha restituito solidità. Dal rilancio dell’azione amministrativa, che ha rimesso in moto la macchina pubblica. Dalla ripresa urbana e sociale, turistica e commerciale, culturale e sportiva, che ha riacceso energie e opportunità. Oggi, però, non basta più riattivare. Oggi è il tempo di consolidare e di crescere.

L’obiettivo è dare stabilità ai risultati raggiunti e aprire una nuova fase di sviluppo, fondata su parole che tornano, ancora una volta, a indicare un futuro possibile: innovazione, sostenibilità, legalità, coesione, qualità della vita. Parole che diventano impegni. Impegni che diventano azione. La visione è quella di una città che tiene insieme ciò che troppo spesso viene diviso: sviluppo economico e giustizia sociale. Una città che guarda ai giovani non come promessa, ma come presente. Che valorizza il proprio territorio e, insieme, si modernizza. Che tutela le fragilità, senza rinunciare ad attrarre investimenti, talenti, nuove opportunità.

Andria deve rafforzare il proprio ruolo. Essere sempre di più città guida del territorio. Sostenere imprese e lavoro. Valorizzare il patrimonio culturale e identitario, storico e paesaggistico. Offrire servizi pubblici più efficienti, più accessibili, più digitali. Promuovere inclusione, sicurezza, partecipazione. È una direzione chiara. Ed è una direzione condivisa.

Dentro questo quadro si inseriscono le direttrici trasversali che orientano ogni scelta, ogni intervento, ogni politica:

  • la transizione digitale, come leva di semplificazione, efficienza e competitività;
  • la transizione ecologica ed energetica, come asse di sviluppo e coesione;
  • la rigenerazione urbana e sociale, come metodo concreto di governo del territorio;
  • la centralità della persona, nei servizi educativi, sociali e di comunità;
  • la partecipazione civica, come elemento strutturale e permanente dell’azione amministrativa.
  • Sono linee guida. Ma, prima ancora, sono una promessa. Perché Andria non è solo un luogo. È una comunità. E Andria sarà la città di tutti. Andria sarà la città per tutti.

1. Sviluppo locale, imprese e turismo

1.1 Obiettivi strategici

L’Amministrazione intende promuovere uno sviluppo economico integrato e sostenibile, capace di valorizzare le vocazioni produttive del territorio, sostenere l’innovazione, rafforzare il tessuto imprenditoriale e trasformare il potenziale turistico della città in valore stabile per l’economia locale.

1.2 Aree produttive, investimenti e competitività

Andria dovrà rilanciare il proprio sistema produttivo attraverso un programma di riqualificazione e modernizzazione delle aree destinate alle attività economiche, favorendo l’insediamento di nuove imprese, il rafforzamento di quelle esistenti e l’utilizzo pieno degli strumenti messi a disposizione dalla Zona Economica Speciale e dalle opportunità nazionali ed europee, attraverso:

  • Sviluppo economico territoriale;
  • Filiere produttive strategiche;
  • Attrazione degli investimenti;
  • Innovazione e trasferimento tecnologico;
  • Politiche per l’energia;
  • Internazionalizzazione delle imprese
  • il miglioramento delle infrastrutture a servizio delle aree produttive;
  • l’estensione delle reti digitali e dei servizi tecnologici avanzati;
  • il potenziamento della dotazione energetica e logistica;
  • la realizzazione di poli di competenza in materia di innovazione, digitale, energia, automazione e intelligenza artificiale;
  • percorsi di collaborazione con università, centri di ricerca e soggetti della formazione avanzata;
  • attrazione degli investimenti.

1.3 Commercio, economia urbana e qualificazione dei servizi

Il commercio urbano e i servizi rappresentano un presidio economico e sociale fondamentale. L’Amministrazione promuoverà una politica di qualificazione dell’offerta commerciale, di valorizzazione delle attività di prossimità e di rafforzamento del Distretto Urbano del Commercio, con misure orientate a innovazione, aggregazione tra operatori, digitalizzazione e riconoscibilità delle polarità commerciali della città, valorizzando l’economia di prossimità, il commercio e l’artigianato.

1.4 Agricoltura, agroindustria e filiere territoriali

Il sistema agricolo e agroindustriale costituisce una componente essenziale dell’identità economica di Andria. L’Amministrazione sosterrà partenariati e azioni di filiera agro-alimentari e marketing territoriale finalizzati a:

  • rafforzare la competitività delle produzioni locali e promuovere le tipicità agro-alimentari del territorio, valorizzare la qualità e la tipicità del territorio,
  • promuovere innovazione e sostenibilità nella produzione e nello sviluppo rurale;
  • consolidare il posizionamento del territorio sui mercati a maggiore valore aggiunto;
  • intervenire sulle politiche in agricoltura, zootecnia, ambiente forestale e silvicultura con particolare attenzione verso l’agro-ecologia;
  • rafforzare le azioni a tutela del suolo agricolo
  • uso efficiente delle risorse idriche in agricoltura;
  • incentivare la biodiversità agricola;
  • assicurare la sicurezza rurale.

1.5 Politiche attive per il lavoro e formazione

Lo sviluppo locale richiede un forte investimento sulle competenze. Sarà promosso un tavolo permanente per la dignità del lavoro, il raccordo tra sistema produttivo, istituzioni formative e attori sociali, nonché la costruzione di percorsi qualificati per giovani, lavoratori e nuove professionalità.

1.6 Turismo come sistema economico territoriale

Andria deve superare la condizione di luogo di transito e diventare una destinazione turistica autonoma, organizzata e riconoscibile. La presenza di Castel del Monte, la ricchezza del patrimonio culturale urbano, il paesaggio rurale, le produzioni tipiche e la collocazione territoriale costituiscono un potenziale che deve tradursi in economia stabile, occupazione e aumento della permanenza media dei visitatori, attraverso la valorizzazione del turismo culturale ed esperienziale. A tal fine saranno promossi strumenti coordinati di marketing territoriale, info point, segnaletica, servizi di mobilità, gestione integrata dei beni culturali, pacchetti turistici e piattaforme digitali di promozione e fruizione, nonché l’attivazione di ulteriori progettualità per risorse dedicate al turismo e alla valorizzazione culturale, quali i programmi di sviluppo turistico, i bandi regionali e la collaborazione con il GAL, i percorsi enogastronomici, la collaborazione con iniziative private tipo Andria sotterranea e guide turistiche, un protocollo di collaborazione con la Curia per la apertura delle Chiese e dei giacimenti culturali, una attività costante e innovativa di marketing digitale e di musei anche virtuali per la fruizione a distanza e la attrattività, la presenza costante e qualificata di centri di informazione e orientamento turistico culturale.

In tale ottica l’azione dell’Amministrazione si dirigerà verso le seguenti linee direttive:

  • politiche per il turismo e la promozione;
  • sostegno all’industria turistica;
  • destinazioni turistiche;
  • turismo sostenibile;
  • regolazione dei flussi;
  • turismo culturale e rurale;
  • turismo lento e cammini;
  • eventi strategici a valenza turistica.

1.7 Turismo, innovazione e città digitale

La promozione del territorio sarà sostenuta da strumenti digitali avanzati, finalizzati a migliorare accoglienza, fruizione e narrazione della città. Saranno sviluppati info point e sistemi informativi integrati, strumenti digitali per l’orientamento e la fruizione dei servizi, contenuti multimediali, immersivi e in realtà aumentata, piattaforme informative per eventi, percorsi, mobilità e servizi turistici e azioni di marketing territoriale basate sull’analisi dei flussi e sull’utilizzo intelligente dei dati.

2. Sicurezza e legalità

2.1 Sicurezza urbana come politica integrata

La sicurezza costituisce un diritto fondamentale dei cittadini e una condizione essenziale per la qualità della vita, la coesione sociale e lo sviluppo economico. L’Amministrazione intende adottare un approccio integrato alla sicurezza urbana, fondato sul coordinamento tra Comune, forze dell’ordine, Prefettura, istituzioni scolastiche, servizi sociali e comunità educante.

2.2 Controllo del territorio e prevenzione

Saranno rafforzate le azioni di presidio del territorio, di contrasto al degrado urbano e di tutela degli spazi pubblici, con particolare attenzione alle aree più sensibili della città, ai luoghi di aggregazione, ai parchi, alle periferie e ai contesti maggiormente esposti a marginalità, vandalismo e illegalità diffusa. A tal fine l’azione dell’Amministrazione si dirigerà:

  • al rafforzamento dei sistemi di monitoraggio urbano e del coordinamento interistituzionale per la prevenzione e il controllo dei fenomeni di insicurezza;
  • al miglioramento dell'illuminazione pubblica, del decoro urbano e della fruibilità degli spazi pubblici, con particolare attenzione a parchi, piazze, aree periferiche e luoghi di aggregazione;
  • al contrasto alla legalità economica irregolare e alle situazioni di degrado che incidono sulla vivibilità e sulla fiducia dei cittadini;
  • al divieto di transito per biciclette e monopattini durante le ore di chiusura al traffico nelle ZTL, avvio di un monitoraggio digitale per la sicurezza e il controllo degli accessi non legali, programmazione degli orari di accesso di mezzi pesanti si propone, infine, anche di limitare l’accesso di mezzi pesanti e strutture pesanti;
  • alla realizzazione di un programma di parcheggi di prossimità e aree di scambio tra periferia e centro per l’accesso dall’esterno. Facilitare il collegamento simbolico, virtuale ma anche reale tra centro antico e Castel del Monte, sia con interventi pubblici che coordinando le azioni di imprese turistiche.

2.3 Tecnologie per la sicurezza e tutela dei diritti

La trasformazione digitale potrà supportare le politiche di sicurezza attraverso sistemi di monitoraggio urbano, videosorveglianza, lettura dei dati territoriali e strumenti di prevenzione, nel pieno rispetto della normativa vigente, delle competenze istituzionali e dei principi di legalità, necessità, proporzionalità e tutela dei diritti fondamentali.

2.4 Legalità economica e cultura civica

L’Amministrazione promuoverà iniziative di diffusione della cultura della legalità nelle scuole, nelle associazioni e nei contesti sociali, sostenendo il valore della responsabilità civica, della trasparenza, del rispetto delle regole e della tutela del bene comune. La legalità non sarà considerata solo presidio repressivo, ma condizione ordinaria di sviluppo, fiducia istituzionale e qualità democratica.

3. Cultura, giovani e istruzione

3.1 Cultura come leva di sviluppo e identità. Andria città dei Festival

La cultura rappresenta una componente essenziale dell’identità cittadina e una leva concreta di crescita civile, educativa ed economica. L’Amministrazione intende promuovere una gestione coordinata e moderna del patrimonio culturale, storico e artistico della città, valorizzando luoghi, percorsi, eventi e istituzioni culturali in una visione unitaria, trasformando i visitatori in presenza viva dentro la città, creando connessioni reali tra il sito UNESCO e il tessuto urbano.

L’intento è costruire una strategia integrata che coniughi la cultura come leva economica e gli eventi come strumento di attivazione, laddove Festival, rassegne, produzioni artistiche e iniziative diffuse non devono essere episodi isolati, ma parte di una programmazione continua e riconoscibile, capace di generare attrattività durante tutto l’anno e pensati non solo per i visitatori, ma anche per i cittadini, in un’ottica di inclusione e partecipazione

3.2 Patrimonio culturale e fruizione integrata. Quartiere San Valentino: una sfida ed una opportunità per una città più coesa.

Sarà favorita la piena valorizzazione dei principali beni culturali cittadini, attraverso modelli di gestione coordinata, servizi innovativi di fruizione, promozione integrata e connessione con il sistema turistico e territoriale. In tale ottica saranno assunte iniziative volte a:

  • promuovere politiche culturali e per l’Università e la Ricerca;
  • offrire sostegno alle industrie culturali e creative;
  • rendere più fruibile il patrimonio culturale materiale e immateriale attraverso l’uso delle biblioteche, dei teatri, degli archivi, dei luoghi della cultura e attraverso la digitalizzazione del patrimonio stesso che costituirà uno strumento per ampliare l’accessibilità, migliorare la conoscenza dei luoghi e rafforzare la capacità attrattiva della città.
  • promuovere il diritto allo studio attraverso mirate politiche scolastiche che lo rendano equo ed inclusivo;
  • attivare residenze universitarie;
  • promuovere la cultura dell’educazione civica e affettiva;
  • incentivare l’accessibilità culturale e formazione dei pubblici;
  • sensibilizzare la partecipazione ai temi della pace, delle politiche di genere, dei diritti civili, delle politiche migratorie, della legalità e antimafia sociale.
  • Una particolare attenzione sarà rivolta al quartiere San Valentino che rappresenta una delle sfide più importanti per il futuro di Andria, che oggi può diventare un laboratorio di innovazione urbana, sociale e culturale, diretto a trasformare San Valentino in un polo della street art e della creatività urbana, capace di attrarre visitatori, generare nuove economie e, soprattutto, migliorare la qualità della vita di chi lo abita.
  • L’obiettivo è avviare un progetto strutturato di rigenerazione partecipata, con il coinvolgimento di artisti locali, nazionali e internazionali, costruendo percorsi artistici diffusi che raccontino l’identità del quartiere e della città con la partecipazione dei residenti – e in particolare i giovani – che saranno protagonisti attivi di questo processo, attraverso laboratori, percorsi formativi e iniziative culturali.
  • L’obiettivo è duplice: da un lato, restituire dignità e bellezza agli spazi pubblici, dall’altro creare opportunità concrete di lavoro e impresa nei settori culturali e creativi. San Valentino può diventare un punto di riferimento per la street art nel Sud Italia, inserendosi nei circuiti turistici e culturali legati anche al Castel del Monte e al centro cittadino. L’investimento si tradurrà in una riduzione delle disuguaglianze e la costruzione di una città più coesa.

3.3 Giovani, innovazione e spazi di opportunità

Le politiche giovanili dovranno uscire da una logica episodica e diventare un asse strutturale dell’azione amministrativa. Il Comune promuoverà spazi per la creatività con il sostegno ad hub creativi, l’aggregazione, il coworking, la produzione culturale, l’innovazione sociale, la formazione, anche attraverso il riuso di immobili pubblici e il recupero di contenitori urbani strategici, la creazione di laboratori giovanili e spazi per nuove professioni e imprese culturali e sociali.

3.4 Istruzione e comunità educante

L’Amministrazione sosterrà una rete educativa territoriale stabile tra scuole, famiglie, servizi sociali, ASL, realtà associative, sportive e culturali, con l’obiettivo di prevenire dispersione scolastica, disagio giovanile, esclusione e povertà educativa.

La sfida dei prossimi anni è invertire la tendenza all’espatrio dei “cervelli” creando le condizioni per la stanzialità delle occasioni di studio, formazione e lavoro.

In tale ottica l’intento è promuovere l’istituzione ad Andria di una sede universitaria o di un polo di alta formazione, attraverso accordi strutturati con università, istituti di eccellenza e conservatori, che costituisce una scelta strategica diretta a generare economia, attrarre giovani, stimolare innovazione e rafforzare il tessuto sociale.

L’obiettivo è costruire un’offerta formativa coerente con le vocazioni del territorio: turismo culturale e valorizzazione del patrimonio, con particolare riferimento al Castel del Monte; innovazione nel settore agroalimentare; economia della cultura e della creatività; competenze digitali e nuove professioni. Percorsi formativi che creino nuove opportunità di sviluppo per l’intera città.

A tal fine è strategico l’uso degli immobili pubblici recentemente riqualificati che potrebbero essere trasformati in luoghi vivi, aperti, attraversati quotidianamente da studenti, docenti, ricercatori e professionisti, capaci di connettere Andria alle reti nazionali e internazionali della conoscenza.

Spazi pubblici come il Mercato di Via Flavio Giugno, il Palazzo Ducale possono diventare motori di sviluppo, innovazione e opportunità attraverso progetti capaci di generare valore economico e sociale. In questa visione, ogni immobile pubblico recuperato diventa un presidio di futuro: un luogo dove si intrecciano impresa, cultura, formazione e comunità.

3.5 Prevenzione del bullismo e del cyberbullismo

Tra le priorità del mandato rientrerà la costruzione di un sistema locale di prevenzione e contrasto del bullismo e del cyberbullismo, fondato sulla collaborazione tra scuola, Comune, famiglie, servizi territoriali e soggetti del terzo settore.

  • programmi educativi sulla cittadinanza digitale, il rispetto reciproco e l’uso consapevole della tecnologia;
  • campagne di sensibilizzazione rivolte a studenti, famiglie e personale educativo;
  • protocolli territoriali per l’emersione precoce dei fenomeni di disagio e violenza relazionale;
  • percorsi di supporto in favore delle vittime e delle famiglie.

3.6 Servizi di ascolto e assistenza per le vittime di bullismo

L’Amministrazione promuoverà l’attivazione di servizi di ascolto e orientamento dedicati a minori e famiglie coinvolti in episodi di bullismo e cyberbullismo, in raccordo con i servizi sociali, la scuola, i consultori e gli altri presidi territoriali competenti. Tali servizi dovranno garantire ascolto qualificato, supporto educativo e di accompagnamento, orientamento verso i percorsi di tutela e presa in carico, raccordo tra istituzioni, famiglie e servizi territoriali e azioni di prevenzione e sensibilizzazione continuative.

4. Opere pubbliche e beni comuni

4.1 Cura della città e manutenzione programmata

La qualità urbana dipende dalla capacità dell’ente di garantire una manutenzione costante, efficace e programmata del territorio. L’Amministrazione assumerà la cura della città come priorità strutturale, superando una logica emergenziale e adottando criteri di programmazione, monitoraggio e verifica dei risultati, con particolare attenzione a:

  • strade, marciapiedi e infrastrutture;
  • verde urbano e spazi aperti;
  • decoro, pulizia e illuminazione;
  • manutenzione del patrimonio pubblico;
  • sicurezza e fruibilità degli spazi cittadini.

4.2 Gestione e valorizzazione del patrimonio

Il patrimonio pubblico dovrà essere gestito in modo più efficiente, trasparente e orientato ai risultati, distinguendo in modo chiaro tra funzioni sociali, utilizzo pubblico, finalità culturali, sportive o produttive e possibili modelli di valorizzazione. Saranno promossi strumenti di partenariato pubblico-privato e partenariato sociale, nel rispetto dell’interesse pubblico e con una forte capacità di governo, indirizzo e controllo da parte del Comune.

4.3 Fondo Qualità Urbana

Per sostenere in modo stabile le politiche di manutenzione, rigenerazione e valorizzazione urbana, sarà attivato un Fondo Qualità Urbana, alimentato da risparmi di gestione, economie da efficientamento energetico, quote derivanti da partenariati, fondi europei, nazionali e regionali e da altre forme di valorizzazione dei beni e dei servizi pubblici.

4.4 Smart city e gestione intelligente dei beni comuni

L’Amministrazione promuoverà l’introduzione di tecnologie e sistemi digitali per il miglioramento della gestione urbana, tra cui illuminazione intelligente, monitoraggio dei consumi, piattaforme per la segnalazione e la gestione degli interventi, strumenti di analisi per manutenzioni programmate e sistemi di supporto alla sicurezza, all’accessibilità e alla fruibilità dello spazio pubblico. La smart city dovrà essere intesa come evoluzione della qualità amministrativa e non come semplice sommatoria di apparati tecnologici.

5. Welfare, diritti e comunità

5.1 Un welfare di prossimità, inclusione e responsabilità. Andria città di tutti.

Le politiche sociali e sociosanitarie dovranno rafforzare la capacità del Comune di accompagnare le persone nelle condizioni di fragilità, di promuovere inclusione e autonomia e di costruire reti territoriali di solidarietà, cooperazione e responsabilità condivisa. L’Amministrazione lavorerà per il rilancio dei servizi territoriali, il pieno sviluppo del Piano di Zona e il rafforzamento del raccordo con ASL, terzo settore, volontariato e soggetti della cooperazione sociale.

L’obiettivo è fare di Andria una città di tutti in cui nessuno si senta fuori posto, fuori dai diritti, fuori dai servizi, fuori dalle opportunità.

Le politiche di attenzione welfare dell’Amministrazione si inquadrano in un welfare che interviene a valle delle fragilità a un welfare di prossimità, capace di anticipare i bisogni, accompagnare le persone nei passaggi più delicati della vita, rafforzarne l’autonomia e consolidare i legami di comunità e che sa leggere le differenze senza trasformarle in disuguaglianze, che si si organizza intorno alla vita reale delle persone, eliminando le problematiche connesse alla collocazione dei servizi in spazi lontani e ostili, con tempi incompatibili e diritti difficili da esercitare. Un welfare capace di leggere meglio ciò che accade nei quartieri, di cogliere i segnali di fragilità prima che diventino emergenze e di organizzare risposte pubbliche più vicine, più rapide e più comprensibili.

Per realizzare questo obiettivo l’impegno sarà quello di rendere stabile il rafforzamento dell’Ufficio di Piano, migliorare il raccordo tra segretariato sociale, servizi educativi e servizi territoriali e costruire modalità di presa in carico più tempestive per le situazioni più complesse. Allo stesso tempo ci si orienterà per un monitoraggio continuo dei bisogni sociali nelle diverse aree della città, così da orientare le scelte amministrative sulla vita concreta delle persone, e non soltanto sulla gestione dell’esistente.

Negli ultimi cinque anni di mandato elettorale, Andria ha ricominciato a rendere effettivi diritti che per troppe persone erano diventati incerti, interrotti o semplicemente irraggiungibili. La riapertura dell’asilo nido comunale Gabelli, con 52 posti, non è stata soltanto il recupero di un servizio: ha significato per molte famiglie poter contare di nuovo su un sostegno reale nella cura dei figli, nella conciliazione tra vita e lavoro, nella possibilità concreta di non dover scegliere tra responsabilità familiari e occupazione. L’approvazione di un Piano Sociale di Zona da oltre 27 milioni di euro ha riportato risorse, continuità e visione dentro servizi che incidono ogni giorno sulla qualità della vita di famiglie, minori, anziani, persone con disabilità e cittadini in condizione di povertà o marginalità. Il rafforzamento del Servizio Sociale Professionale, con 24 assistenti sociali, ha significato una maggiore capacità del Comune di ascoltare, accompagnare e rendere in carico i bisogni reali della cittadinanza, riducendo distanza, solitudine e abbandono. Anche la capacità di intercettare nuove risorse e attivare progettualità dedicate ha consentito in questi anni di ampliare le opportunità di sostegno, inclusione e autonomia rivolte a diverse fasce della popolazione, rafforzando la rete dei servizi e rendendo più concreta la presenza del Comune accanto alle fragilità.

Tali scelte operative hanno inciso concretamente sulla vita quotidiana delle persone e hanno riaffermato il principio in virtù del quale i servizi sociali non sono concessioni da garantire a fasi alterne, ma diritti da rendere effettivi.

5.2 Inclusione sociale e lavorativa

Saranno promossi interventi finalizzati all’inclusione sociale e lavorativa delle persone in condizione di svantaggio, anche attraverso il sostegno all’impresa sociale, la valorizzazione delle risorse dei programmi nazionali ed europei e il consolidamento della rete dei servizi di comunità. Per rendere operativo questo progetto, l’intento è costruire percorsi più forti di inclusione sociale e lavorativa per chi rischia di restare ai margini, mettendo in connessione servizi sociali, politiche del lavoro, formazione, imprese e cooperazione sociale. Andrà rafforzato tutto ciò che rende più concreta la libertà e l’autodeterminazione delle persone: i progetti di vita indipendente, l’accessibilità degli spazi e dei servizi, l’attuazione del PEBA, il ruolo del Disability Manager.

5.3 Contrasto alle fragilità, povertà multidimensionali e prevenzione del disagio dei minori, adolescenti e giovani.

L’azione amministrativa sarà orientata al contrasto delle fragilità sociali, educative, abitative ed energetiche, con particolare attenzione a minori, anziani, persone con disabilità, famiglie in difficoltà e cittadini soli o a rischio di marginalizzazione, agevolazioni fiscali per giovani coppie e nuovi residenti. .

Le fragilità emotive, la dispersione scolastica, il ritiro sociale, il disorientamento e la povertà educativa si prevengono con continuità, presenza e ascolto, attraverso il rafforzamento di una rete cittadina stabile che tenga insieme educativa di strada, orientamento, supporto psicologico, laboratori, spazi di aggregazione e accompagnamento alle famiglie, valorizzando anche l’opportunità rappresentata da DesTEENazione, che ha l’obiettivo di trasformare questa occasione in una vera infrastruttura permanente di welfare educativo, radicata nei quartieri e capace di generare relazioni, servizi e presìdi riconoscibili.

5.4 Abitare sociale, cohousing e autonomia e sostegno nei passaggi della vita.

Tra gli obiettivi strategici del mandato vi sarà la promozione di modelli innovativi di abitare sociale, inclusivo e collaborativo, capaci di rispondere ai nuovi bisogni abitativi della popolazione. Il cohousing potrà rappresentare uno strumento utile per contrastare solitudine e vulnerabilità, favorire forme di mutuo aiuto, sostenere giovani, anziani, famiglie fragili e persone sole, promuovere il recupero di immobili inutilizzati e attivare nuove forme di comunità e rigenerazione urbana. Recupero di immobili pubblici o sottoutilizzati destinati alla residenza.

Altresì, l’impegno dell’Amministrazione si dirigerà a rendere la Città più vicina agli anziani e alle famiglie, investendo con maggiore continuità su domiciliarità, reti di vicinato e occasioni di socialità. A tal fine viene riconosciuto e sostenuto il lavoro invisibile della cura. “Andria si prende cura di chi cura”, non inteso come uno vuoto slogan ma come un programma comunale dedicato ai caregiver familiari, troppo spesso lasciati soli a reggere carichi quotidiani pesanti, silenziosi e invisibili, intorno ai quali costruire una rete stabile di orientamento, supporto psicologico, formazione di base, accesso semplificato ai servizi, gruppi di mutuo aiuto e interventi di sollievo temporaneo, per rafforzare l’intero welfare di comunità.

5.5 Servizi di ascolto e accompagnamento per il cohousing

L’Amministrazione promuoverà specifici servizi di ascolto, orientamento e accompagnamento per i progetti di cohousing e abitare condiviso, con l’obiettivo di supportare cittadini, famiglie e soggetti interessati nella costruzione di percorsi sostenibili, regolati e socialmente efficaci. Tali servizi dovranno offrire informazione sulle opportunità esistenti, orientamento ai percorsi amministrativi e sociali, supporto alla costruzione di progetti di convivenza e mutualità, raccordo con i servizi sociali, il terzo settore, gli enti del territorio e i soggetti competenti, nonché accompagnamento relazionale e sociale nelle esperienze di coabitazione.

5.6 Welfare generativo e di comunità, inclusione e partecipazione. Valorizzazione degli enti del Terzo Settore

L’Amministrazione sosterrà modelli di welfare generativo fondati sulla partecipazione attiva delle comunità locali, sulla collaborazione tra pubblico e privato sociale e sulla capacità di trasformare i bisogni in percorsi di autonomia, inclusione e corresponsabilità. L’Amministrazione si impegnerà a costruire una comunità più forte, giusta e solidale, capace di mettere al centro la persona in ogni fase della vita. Saranno promosse politiche per l’integrazione che rafforzino coesione sociale e pari opportunità; iniziative a sostegno dell’infanzia, delle famiglie e la genitorialità con servizi concreti e vicini ai bisogni reali. Sarà garantita maggiore attenzione alle persone con disabilità, promuovendo autonomia, dignità e vita indipendente e verranno valorizzati gli anziani attraverso politiche per l’invecchiamento attivo, la socialità e il benessere. Gli investimenti nello sport e nell’impiantistica sportiva costituiranno strumenti di salute, educazione e aggregazione, con conseguente impulso all’economia civile.

L’Amministrazione sosterrà modelli di welfare generativo fondati sulla partecipazione attiva delle comunità locali, sulla collaborazione tra pubblico e privato sociale e sulla capacità di trasformare i bisogni in percorsi di autonomia, inclusione e corresponsabilità.

Obiettivo dell’azione amministrativa sarà rafforzare il Terzo Settore locale, non come semplice esecutore di servizi, ma come parte di una vera alleanza pubblica per la coesione sociale. A tale scopo le Cooperative sociali, e le associazioni e professionisti rappresentano uno strumento strategico fatto di patrimonio di competenze, presenza territoriale e capacità di innovazione; ciò determinerà lavoro qualificato, continuità professionale, economia sociale e nuova occupazione, con l’effetto di generare una migliore qualificazione dell’offerta dei servizi e il rafforzamento del tessuto sociale ed economico della città.

Ulteriore priorità sarà rappresentata anche dalle politiche giovanili, per offrire ai ragazzi opportunità vere di formazione, partecipazione e protagonismo.

6. Governo e innovazione del territorio

6.1 Governo del territorio e capacità di pianificazione

Il governo del territorio dovrà tornare ad essere uno strumento attivo di indirizzo, sviluppo e qualità urbana. La pianificazione urbanistica dovrà orientare le trasformazioni della città in modo chiaro, sostenibile e coerente con le esigenze della comunità e con le opportunità di investimento.

6.2 Regole semplici, certe e accessibili

L’Amministrazione lavorerà per un quadro regolatorio più semplice, leggibile e moderno, capace di ridurre incertezza e tempi amministrativi, favorire investimenti e migliorare il rapporto tra cittadino, impresa e pubblica amministrazione.

6.3 Rigenerazione urbana e riuso dell’esistente

Lo sviluppo futuro dovrà fondarsi sulla rigenerazione del patrimonio esistente, sul recupero degli immobili inutilizzati e sulla riqualificazione dei quartieri, con particolare attenzione al centro storico, ai comparti strategici della città e alle aree che necessitano di nuove funzioni e maggiore qualità urbana.

6.4 Città digitale e amministrazione intelligente

La trasformazione digitale dovrà diventare una politica strutturale di governo. Il Comune promuoverà una visione di città digitale fondata su infrastrutture di connettività diffuse, digitalizzazione dei procedimenti amministrativi, interoperabilità tra uffici e banche dati, sportelli digitali più semplici e accessibili, strumenti di consultazione, segnalazione e partecipazione e utilizzo dei dati per la programmazione e il monitoraggio delle politiche pubbliche.

6.5 Innovazione urbana, dati e modelli digitali

L’Amministrazione promuoverà l’uso di sistemi informativi territoriali evoluti e di strumenti digitali di supporto alla pianificazione, alla manutenzione, alla sicurezza, alla promozione culturale e alla gestione urbana. L’impiego progressivo di modelli digitali e di lettura integrata dei dati potrà contribuire a una città più efficiente, più monitorata e più capace di programmare in modo tempestivo e razionale.

6.6 Partecipazione e accessibilità

L’innovazione amministrativa dovrà accompagnarsi a una maggiore accessibilità dei servizi, anche per i cittadini meno digitalizzati, attraverso punti di supporto, strumenti di facilitazione e canali di contatto semplici, inclusivi e trasparenti.

6.7 Gestione per personale

L’attività dell’Amministrazione sarà diretta ad una continua verifica del contemperamento dell’erogazione dei servizi pubblici con le risorse umani disponibili, anche attraverso la valorizzazione delle performance che trasformino i meccanismi di valutazione da mero adempimento burocratico a strumento strategico.

7. Ambiente e mobilità

7.1 Qualità dell’aria e salute pubblica

La qualità ambientale costituisce una priorità dell’azione amministrativa. L’inquinamento urbano, il traffico diffuso, la pressione veicolare e le altre fonti di criticità ambientale devono essere affrontati con una visione integrata, capace di collegare salute, mobilità, energia, sicurezza e governo del territorio. Il Profilo della Salute 2025 diviene strumento più che mai prezioso per il più ambizioso Piano della Salute. I virtuosi stili di vita e il cambio culturale di mentalità sull’uso incondizionato di autovetture, saranno oggetto di scelte forti e azioni concrete.

7.2 Piano comunale per l’aria pulita

L’Amministrazione predisporrà un Piano comunale per la qualità dell’aria, con obiettivi annuali, sistemi di monitoraggio, strumenti di controllo e piena trasparenza nei confronti dei cittadini, con istituzione di un Protocollo Comunale Anti-Polveri per cantieri e manutenzioni con controlli e sanzioni, e un rafforzamento del Trasporto Pubblico Locale e della logistica urbana per ridurre le emissioni nei punti più esposti.

Altresì, l’Amministrazione predisporrà:

  • l’apertura di un tavolo tecnico permanente con Regione Puglia e ARPA per coordinare le azioni comunali con la pianificazione regionale sulla qualità dell’aria e per intercettare strumenti e risorse disponibili;
  • l’Implementazione del progetto di Comunità energetica pubblica (per il quale il Comune ha già un finanziamento per l’avvio e la costituzione) finalizzato alla riduzione delle emissioni da riscaldamento;
  • l’istituzione di un “Cruscotto Aria” pubblico, aggiornato con regolarità, che renda verificabili dati e interventi.
  • Nell’ottica di una politica di tutela ambientale che tenga conto della necessità di adattamento ai cambiamenti climatici l’Amministrazione predisporrà una programmazione energetica e di transizione ecologica con una visione della tutela ambientale che tenderà alla tutela e valorizzazione delle aree protette e salvaguardia della biodiversità con una attività di educazione ambientale. Particolare attenzione sarà diretta alla gestione delle emergenze per la prevenzione del rischio industriale attraverso una vigilanza ambientale diretta a consentire un miglioramento dello stile di vita del cittadino, con un particolare occhio verso le attività di prevenzione. Altro aspetto di interesse dell’azione amministrativa l’attenzione verso la Sanità territoriale con un’incentivazione della Sanità digitale.

7.3 Riorganizzazione della mobilità. Obiettivi e disincentivo all’uso dell’auto privata attraverso lo sviluppo delle alternative.

Negli ultimi cinque anni l’Amministrazione comunale ha avviato un percorso importante, ponendo le basi per una trasformazione strutturale della città. L’approvazione del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) rappresenta il primo passaggio fondamentale: uno strumento strategico che oggi deve entrare pienamente nella fase attuativa, diventando riferimento operativo per tutte le scelte in materia di mobilità.

Parallelamente, negli ultimi mesi si è avviata una prima integrazione tra politiche della mobilità e politiche ambientali, attraverso interventi di riforestazione urbana, riqualificazione del verde, miglioramento dell’arredo urbano e recupero di spazi pubblici. Si tratta di azioni che non devono essere considerate isolate, ma parte di un disegno unitario: mobilità e ambiente concorrono insieme alla qualità della vita urbana.

Attuazione del PUMS e governo integrato della mobilità

Il PUMS dovrà diventare il quadro di riferimento operativo per:

  • la gestione dei flussi veicolari;
  • la riorganizzazione della rete della mobilità urbana;
  • lo sviluppo della mobilità dolce e condivisa;
  • la riduzione progressiva della dipendenza dall’auto privata.
  • L’attuazione del piano richiede una governance forte e integrata, che metta in relazione in modo stabile:
  • settore mobilità e traffico,
  • lavori pubblici e manutenzioni,
  • ambiente,
  • polizia locale,
  • pianificazione urbanistica.
  • La mobilità non può più essere gestita per compartimenti separati: ogni intervento sulla città produce effetti sistemici e deve essere pianificato in modo coordinato.
  • In coerenza con il quadro strategico definito dal PUMS, sarà avviata la redazione e attuazione del Piano Urbano del Traffico (PUT), quale strumento operativo di breve periodo per la gestione e regolazione dei flussi veicolari, in linea con le più recenti direttive europee in materia di mobilità sostenibile e sicurezza stradale.
  • Il PUT sarà sviluppato secondo un approccio evoluto, orientato non solo alla fluidificazione del traffico, ma alla sua gestione sostenibile e integrata, con particolare attenzione alla sicurezza, all’accessibilità universale e alla qualità dello spazio urbano.
  • In tale ambito, sarà garantito il pieno coordinamento con il Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA), al fine di assicurare che ogni intervento sulla viabilità e sullo spazio pubblico contribuisca concretamente a migliorare l’accessibilità per tutte le categorie di utenti, con particolare riguardo alle persone con disabilità, agli anziani e alle persone con mobilità ridotta.
  • Sarà inoltre oggetto di revisione complessiva il sistema della sosta, attraverso:
  • una razionalizzazione e valorizzazione degli stalli regolari;
  • l’introduzione e il potenziamento di stalli riservati a categorie specifiche, tra cui persone con disabilità, anziani, donne in gravidanza;
  • la sperimentazione di forme di priorità nella sosta per veicoli ad alta occupazione (car pooling), al fine di incentivare modalità di spostamento condivise;
  • una migliore distribuzione degli spazi tra sosta, mobilità veicolare e mobilità dolce.
  • L’organizzazione della sosta e della circolazione sarà quindi ripensata come leva strategica per orientare i comportamenti di mobilità, ridurre l’uso improprio dello spazio pubblico e favorire, in modo progressivo, il ricorso a modalità di trasporto alternative all’auto privata.
  • Modello organizzativo e riforma della gestione operativa
  • Per rendere efficace questa visione sarà necessario intervenire anche sul piano organizzativo interno all’amministrazione.
  • Si propone una revisione della macrostruttura che consenta:
  • maggiore integrazione tra uffici tecnici e operativi;
  • coordinamento stabile tra manutenzioni stradali, gestione del traffico e sicurezza urbana;
  • pianificazione condivisa degli interventi sul suolo pubblico.
  • In particolare, si intende introdurre un modello basato su:
  • programmazione per finestre temporali delle manutenzioni stradali, all’interno delle quali tutte le società dei sottoservizi (reti idriche, elettriche, telecomunicazioni, gas) devono operare in modo coordinato;
  • obbligo di pianificazione preventiva degli impatti sulla mobilità, con definizione contestuale di percorsi alternativi;
  • coinvolgimento operativo della polizia locale nella gestione dinamica delle modifiche alla viabilità.
  • Ogni intervento su una strada dovrà essere accompagnato non solo da una gestione emergenziale del traffico, ma da una strategia temporanea di mobilità alternativa, chiaramente comunicata e supportata da strumenti digitali.
  • Un elemento fondamentale sarà la comunicazione efficace con i cittadini che verrà tradotta operativamente attraverso:
  • l’utilizzo di piattaforme digitali per informare in tempo reale sulle modifiche alla viabilità;
  • la pubblicazione periodica dei dati su traffico, qualità dell’aria e rumore;
  • la predisposizione di strumenti di partecipazione per raccogliere segnalazioni e proposte.

Pertanto, la mobilità urbana dovrà essere ripensata in modo strutturale, attraverso revisione della gerarchia della rete viaria, parcheggi di cintura, connessioni più efficaci con il centro e i quartieri, rafforzamento del trasporto pubblico, mobilità dolce e pedonalità funzionale, progressiva estensione delle zone a velocità moderata e gestione più efficiente della sosta e degli accessi.

In tale ottica l’azione amministrativa avrà cura di:

  • pianificare la mobilità locale ed il Trasporto Pubblico Locale attraverso politiche di mobilità sostenibile;
  • promuovere la intermodalità e le Infrastrutture per la mobilità scolastica e universitaria con una integrazione tariffaria;
  • razionalizzare il sistema di mobilità urbana con linee più semplici e leggibili, maggiore frequenza nelle ore di punta, collegamenti efficaci tra periferie e centro, integrazione con i principali attrattori urbani – a partire dagli spazi pubblici rigenerati e dai poli culturali e formativi;
  • l’introduzione di soluzioni digitali per migliorare l’esperienza degli utenti – come app per il monitoraggio in tempo reale dei mezzi, sistemi di pagamento elettronico e servizi informativi accessibili – e sperimentare modelli flessibili di trasporto, capaci di adattarsi alla domanda reale, soprattutto nelle aree meno servite;
  • promuovere una mobilità più sostenibile e integrata: percorsi ciclopedonali sicuri, servizi di mobilità condivisa, riduzione del traffico nelle aree più congestionate;
  • ripensare radicalmente il trasporto pubblico locale, rendendolo più efficiente, accessibile e sostenibile, fino a valutarne una gestione diretta in house, capace di garantire maggiore controllo pubblico, qualità del servizio e coerenza con gli obiettivi strategici della città;
  • intervenire sul tema della logistica e delle merci;
  • attuare una gestione dei lavori pubblici che miri alla sicurezza stradale sotto il profilo logistico-organizzativo delle aree di traffico urbano e alla ottimizzazione delle aree del demanio comunale;
  • razionalizzare le risorse idriche.
  • L’intero iter progettuale sarà monitorato attraverso indicatori chiari e misurabili, tra cui:
  • riduzione dei volumi di traffico veicolare;
  • diminuzione delle emissioni inquinanti;
  • riduzione dell’inquinamento acustico;
  • aumento degli spostamenti in modalità sostenibile;
  • miglioramento della sicurezza stradale;
  • incremento degli standard complessivi di qualità della vita urbana.
  • Il sistema della mobilità dovrà evolvere in coerenza con le migliori pratiche europee, dove l’uso dell’auto privata è progressivamente limitato agli spostamenti strettamente necessari, soprattutto di tipo extraurbano.
  • In questa direzione si prevede:
  • sviluppo della mobilità dolce (pedonale e ciclabile) con reti continue e funzionali;
  • potenziamento del trasporto pubblico e dei servizi integrativi;
  • sviluppo e integrazione dei seguenti sistemi di mobilità condivisa:
  • bike sharing (tradizionale ed elettrico);
  • monopattini elettrici in sharing, con regolamentazione degli spazi di sosta;
  • cargo bike sharing per il trasporto merci leggero e usi familiari;
  • car sharing (preferibilmente a trazione elettrica);
  • car pooling per gli spostamenti sistematici casa-lavoro;
  • servizi di trasporto a chiamata (Demand Responsive Transport – DRT);
  • navette di quartiere e servizi shuttle a basso impatto ambientale;
  • sistemi di sharing logistico per la distribuzione urbana delle merci;
  • integrazione attraverso piattaforme digitali di tipo Mobility as a Service (MaaS).
  • creazione di nodi di interscambio tra diverse modalità di trasporto.
  • L’obiettivo non è limitare la mobilità, ma offrire alternative concrete e competitive, in grado di modificare gradualmente le abitudini di spostamento.

7.4 Mobilità intelligente e sistemi smart

L’innovazione tecnologica dovrà contribuire al miglioramento della mobilità attraverso sistemi intelligenti di regolazione del traffico, smart parking, lettura dei flussi, monitoraggio ambientale e strumenti di supporto alle decisioni.

L’obiettivo dell’azione amministrativa sarà diretto ad una gestione della mobilità urbana che dovrà evolversi verso un modello data-driven, fondato sull’utilizzo sistematico di tecnologie avanzate.

Si prevede, nel rispetto del Regolamento Europeo 2016/679 sulla protezione dei dati personali, l’adozione di:

  • sistemi di monitoraggio del traffico in tempo reale;
  • piattaforme digitali integrate per la gestione della mobilità;
  • utilizzo di droni per il rilievo dinamico dei flussi veicolari e delle criticità urbane;
  • applicazioni di intelligenza artificiale per:
  • analisi predittiva della congestione;
  • ottimizzazione dei tempi semaforici;
  • simulazione degli effetti delle modifiche alla viabilità;
  • sistemi digitali di comunicazione in tempo reale con i cittadini per aggiornamenti su traffico, cantieri e percorsi alternativi.
  • L’obiettivo è passare da una gestione reattiva a una gestione predittiva e adattiva della mobilità, capace di intervenire prima che le criticità si consolidino.

7.5 Transizione energetica e sostenibilità ed integrazione con le politiche sulla mobilità.

La sostenibilità ambientale sarà perseguita anche mediante lo sviluppo delle comunità energetiche rinnovabili, l’efficientamento dei consumi, l’autoproduzione energetica e l’integrazione delle fonti rinnovabili nella pianificazione urbana e nei servizi pubblici.

Le politiche di mobilità saranno strettamente integrate con quelle ambientali, in continuità con le prime azioni già avviate.

Gli obiettivi principali riguardano:

  • riduzione delle emissioni inquinanti (PM10, NOx);
  • riduzione dell’inquinamento acustico;
  • contenimento del traffico veicolare nelle aree più critiche;
  • incremento delle superfici verdi e delle infrastrutture ecologiche urbane.
  • Gli interventi di riforestazione urbana, riqualificazione del verde e miglioramento dello spazio pubblico dovranno essere progettati anche come infrastrutture funzionali alla mobilità sostenibile, contribuendo a:
  • rendere più attrattivi gli spostamenti pedonali e ciclabili;
  • migliorare il microclima urbano;
  • aumentare la vivibilità degli spazi.

8. Sport, salute e benessere

8.1 Sport come diritto e infrastruttura sociale

Lo sport dovrà essere riconosciuto come fattore di salute, inclusione, educazione e benessere collettivo. L’Amministrazione promuoverà una politica sportiva diffusa, orientata alla piena fruizione degli impianti e alla valorizzazione della pratica sportiva nei quartieri e nelle comunità.

8.2 Impianti sportivi e modelli di gestione

Saranno rafforzati gli strumenti di gestione, manutenzione e valorizzazione degli impianti sportivi, attraverso modelli che distinguano chiaramente tra uso sociale, funzione educativa, attività scolastica, promozione sportiva e valorizzazione organizzativa.

8.3 Sport e prevenzione del disagio

Lo sport sarà parte integrante delle politiche di prevenzione del disagio minorile e giovanile, di contrasto all’isolamento e di promozione di stili di vita sani, in raccordo con scuola, associazionismo, servizi educativi e welfare territoriale.

9. Finanza comunale, sostenibilità economica e partecipazione

9.1 Stabilità finanziaria e rilancio dell’ente

Il consolidamento del percorso di superamento del predissesto rappresenta una condizione indispensabile per garantire affidabilità istituzionale, capacità di investimento e qualità dei servizi.

9.2 Recupero delle entrate e gestione efficiente delle risorse

L’Amministrazione rafforzerà le azioni di recupero delle entrate, gestione attiva dei crediti, valorizzazione del patrimonio e utilizzo efficiente delle risorse disponibili, anche attraverso strumenti innovativi di finanza pubblica e una maggiore capacità di intercettare fondi esterni.

9.3 Servizi pubblici come base di valore

I servizi pubblici locali dovranno essere considerati non solo come funzioni essenziali, ma anche come base produttiva di innovazione, qualità, efficienza e valore territoriale, in una logica industriale e di cooperazione con gli altri enti del territorio.

9.4 Partecipazione e rendicontazione

La sostenibilità amministrativa richiede anche un rapporto più diretto e trasparente con la cittadinanza. L’Amministrazione promuoverà forme di partecipazione, consultazione e rendicontazione pubblica, affinché la comunità possa conoscere obiettivi, priorità, risultati e stato di attuazione delle politiche comunali. Una particolare attenzione sarà rivolta alle attività di organizzazione degli strumenti di Provveditorato comunale.

10. Amministrazione partecipata, trasparenza e semplificazione dei servizi

In coerenza con il percorso di innovazione amministrativa delineato nelle sezioni precedenti, la città digitale dovrà tradursi non solo in nuovi strumenti tecnologici, ma in una pubblica amministrazione più aperta, leggibile e vicina alle persone. Per questa ragione il programma dedica una specifica sezione al coinvolgimento dei cittadini nella gestione dell’attività amministrativa, al rafforzamento della trasparenza, alla diffusione della cultura dell’integrità e alla semplificazione dei servizi essenziali.

Uno degli strumenti innovativi e cardine della nostra azione amministrativa, per garantire che ogni decisione del Comune tenga conto in modo concreto delle esigenze e delle opportunità delle nuove generazioni, sarà il Youth Test (Valutazione di Impatto Generazionale). Intendiamo introdurre una valutazione sistematica degli effetti delle politiche sugli under 36, affinché lavoro, istruzione, inclusione e qualità della vita diventino ambiti prioritari e misurabili. L’obiettivo sarà la riduzione del divario generazionale e la costruzione di una città più equa, capace di valorizzare i giovani non come destinatari passivi, ma come protagonisti, rafforzando il loro coinvolgimento e investendo nella formazione della macchina amministrativa.

10.1 Centralità del cittadino nell’attività amministrativa

L’Amministrazione comunale dovrà rafforzare il coinvolgimento attivo dei cittadini nella gestione della cosa pubblica, promuovendo un rapporto più diretto, consapevole e collaborativo tra istituzioni e comunità. L’obiettivo è costruire un modello amministrativo fondato non soltanto sull’erogazione dei servizi, ma anche sulla partecipazione civica, sulla fiducia, sulla responsabilità condivisa e sulla possibilità per i cittadini di contribuire al miglioramento dell’azione pubblica.

  • partecipare in modo più informato alla vita amministrativa;
  • conoscere con chiarezza attività, procedimenti, obiettivi e risultati dell’ente;
  • formulare segnalazioni, proposte e osservazioni;
  • accedere ai servizi pubblici in modo semplice, autonomo e trasparente.

10.2 Partecipazione civica e collaborazione con l’Amministrazione

L’Amministrazione intende rafforzare le forme di partecipazione dei cittadini alla definizione, al monitoraggio e alla valutazione delle politiche pubbliche, anche attraverso strumenti digitali, consultazioni tematiche, momenti di confronto pubblico e canali permanenti di interlocuzione. La partecipazione dovrà essere intesa come metodo ordinario di governo, utile a migliorare la qualità delle decisioni amministrative, a intercettare i bisogni reali della comunità e a rendere più trasparente l’azione pubblica.

10.3 Sensibilizzazione all’uso dei canali di whistleblowing

Tra le politiche di integrità amministrativa e di cittadinanza attiva, l’Amministrazione promuoverà una più ampia conoscenza dei canali di segnalazione previsti dall’ordinamento per la tutela dell’interesse pubblico e per il contrasto di irregolarità, condotte illecite e situazioni di mala gestio. In tale prospettiva saranno realizzate attività di informazione e sensibilizzazione sull’utilizzo dei canali di whistleblowing, nel rispetto della normativa vigente, della riservatezza del segnalante e delle garanzie previste dall’ordinamento. L’obiettivo è diffondere una cultura dell’integrità, della responsabilità e della collaborazione civica.

10.4 Trasparenza amministrativa e comunicazione istituzionale

L’Amministrazione rafforzerà la trasparenza nei propri canali di comunicazione istituzionale, affinché cittadini, famiglie, imprese e associazioni possano accedere in modo chiaro, tempestivo e comprensibile alle informazioni di pubblico interesse. La trasparenza dovrà essere intesa non come mero adempimento formale, ma come condizione sostanziale di fiducia tra amministrazione e cittadini.

  • rendere più chiari e fruibili i contenuti pubblicati sui canali ufficiali dell’Ente;
  • assicurare una comunicazione istituzionale costante, ordinata e accessibile;
  • migliorare la conoscibilità di bandi, avvisi, opportunità, servizi, procedimenti e scadenze;
  • rendere maggiormente comprensibili le decisioni dell’Amministrazione e lo stato di attuazione dei programmi.

10.5 Servizi semplici, accessibili e orientati all’autonomia del cittadino

L’Amministrazione promuoverà una riorganizzazione dei servizi al cittadino orientata alla semplificazione, alla riduzione degli adempimenti inutili e all’autonomia dell’utenza nell’accesso alle prestazioni di base. In particolare, saranno sviluppati strumenti e servizi che consentano ai cittadini di ottenere in modo diretto, semplice e guidato certificati, attestazioni, istanze e servizi di front office, con particolare riferimento ai servizi anagrafici e di certificazione più richiesti.

10.6 Sportelli digitali, facilitazione e servizi anagrafici evoluti

Il Comune promuoverà il potenziamento dei servizi digitali e dei punti di facilitazione per consentire ai cittadini di accedere in modo autonomo ai servizi comunali, anche mediante sportelli online più intuitivi, procedure semplificate per i servizi anagrafici, sistemi di prenotazione e richiesta digitale, punti di assistenza e accompagnamento per le persone meno digitalizzate e strumenti informativi chiari per il rilascio di certificazioni e documenti. Particolare attenzione sarà riservata ai servizi anagrafici, che, attraverso una opera di digitalizzazione interna, dovranno diventare sempre più accessibili, rapidi e fruibili anche a distanza, senza rinunciare alla presenza di canali di supporto per anziani, soggetti fragili e cittadini con minore dimestichezza digitale.

10.7 Una pubblica amministrazione più vicina

L’Amministrazione dovrà essere percepita dai cittadini come una struttura più vicina, comprensibile ed efficiente. Per questo sarà favorita una cultura organizzativa orientata all’ascolto, alla chiarezza del linguaggio amministrativo, alla rapidità delle risposte e alla capacità di accompagnare il cittadino nella fruizione dei servizi. Una amministrazione moderna non è soltanto quella che digitalizza, ma quella che semplifica, rende conoscibili i propri processi e mette ogni cittadino nella condizione concreta di esercitare i propri diritti in modo agevole e consapevole.

CONCLUSIONE

C’è un momento che tutti abbiamo vissuto, anche se spesso non lo ricordiamo più. È il momento in cui, da bambini, impariamo a scrivere la prima lettera dell’alfabeto. La A. All’inizio è incerta, sbilanciata, a volte storta. Due linee che cercano di incontrarsi e un tratto che le tiene insieme. Ci insegnano a farla più volte, a correggerla, a ripeterla, finché non diventa sicura, riconoscibile, nostra.

In fondo, è un piccolo gesto. Ma dentro quel gesto c’è già tutto: l’inizio di un linguaggio, la possibilità di costruire parole, frasi, discorsi. La possibilità di raccontare, di immaginare, di dare forma alle idee. Da quella prima lettera nasce un filo invisibile che tiene insieme tutto ciò che verrà dopo: pensieri, narrazioni, decisioni, azioni.

Anche la politica, in fondo, assomiglia a quel gesto. È un esercizio paziente e continuo: si prova, si corregge, si migliora. Si costruisce, passo dopo passo, una visione che diventa realtà. Si tengono insieme linee diverse – bisogni, diritti, aspettative – e si cerca ogni giorno quel tratto che le unisce, che dà equilibrio, che costruisce senso.

Questo programma, in fondo, è questo: un’idea chiara di città che prende forma, una città più ordinata, più moderna, più giusta, capace di creare opportunità, di investire nel lavoro e nelle imprese, di valorizzare cultura e turismo, di migliorare la qualità degli spazi urbani e della vita quotidiana. Una città che rafforza i servizi, che sostiene i giovani, che innova senza perdere sé stessa, che usa il digitale per avvicinare e non per allontanare, che protegge chi è più fragile e costruisce coesione attraverso partecipazione, legalità e responsabilità condivisa. Una città che riconosce e difende i diritti, quelli sanciti dalla Costituzione ma anche quelli più profondi e quotidiani: il diritto a restare, il diritto alla bellezza, alla vivibilità, alla casa, alla dignità.

Questa visione prende forma e si raccoglie in dieci parole, dieci parole che iniziano con la A e che non sono semplici enunciazioni, ma impegni concreti, direzioni di marcia, pilastri su cui costruire l’Andria del futuro. Andria deve essere accogliente, nel senso più pieno e profondo del termine: non solo Aperta, ma capace di far sentire ogni persona parte di una comunità, dove la gentilezza diventa abitudine civile, la cura reciproca un valore quotidiano, la solidarietà un fatto concreto; perché una città che non è umana smette di essere città e si svuota, diventando un luogo senza anima. Deve essere Ambiziosa, capace di guardare lontano e di non accontentarsi, di puntare in alto per il presente e soprattutto per il futuro, perché senza ambizione non c’è crescita e senza crescita non c’è possibilità per i giovani, per il lavoro, per lo sviluppo del territorio. Deve essere Affidabile, nelle istituzioni e nei servizi, credibile nelle scelte, solida nell’azione amministrativa, competente e capace di dialogo, una città in cui i cittadini possano riconoscere un punto fermo, un riferimento serio e responsabile.

Deve essere Armoniosa, capace di tenere insieme sviluppo e qualità della vita, crescita economica e benessere sociale, equilibrio tra spazi, tempi e relazioni, perché vivere bene non è un elemento accessorio ma il cuore stesso di ogni politica pubblica. Deve essere Accessibile, senza barriere fisiche o invisibili, una città in cui i luoghi accompagnano le persone invece di ostacolarle, in cui servizi, opportunità e cultura siano davvero per tutti, perché ciò che è pensato solo per alcuni non è eccellenza, ma disuguaglianza. Deve essere Autentica, fedele alla propria identità, alle proprie radici, alla propria storia, capace di valorizzare ciò che è senza rincorrere modelli estranei, perché il futuro più solido nasce sempre da una consapevolezza profonda di sé.

Deve essere Alleata, una città che costruisce legami e relazioni, tra generazioni, tra istituzioni, tra cittadini e imprese, una comunità che collabora e partecipa, che si riconosce in un destino comune, perché nessuna trasformazione reale può avvenire in solitudine. Deve essere Avanzata, nel senso più concreto del termine, capace di produrre progresso reale, misurabile, visibile, di innovare davvero, di utilizzare le risorse in modo efficace, di trasformare le idee in risultati tangibili. Deve essere Attiva, viva, dinamica, protagonista del proprio cambiamento, una città che non resta ferma ad aspettare ma che agisce, che mette in moto energie, iniziative, partecipazione, perché una comunità che si muove è una comunità che cresce. E deve essere Abitabile, profondamente abitabile, negli spazi, nei servizi, nelle relazioni, una città che sia casa, che accoglie e protegge, che garantisce sicurezza e serenità, dove il diritto all’abitare diventa diritto a vivere bene e ogni luogo è pensato per essere vissuto, condiviso, riconosciuto come proprio.

Sono queste dieci parole a dare senso e direzione all’intero Programma Amministrativo, trasformando il risanamento in sviluppo, la programmazione in risultati, il territorio in opportunità, la comunità in forza. Ed è per questo che tutto torna ancora lì, alla prima lettera: A… come Andria. Non solo un nome, ma una promessa, un impegno, un futuro che si costruisce ogni giorno, insieme. Di tutti. Per tutti. Con tutti. Andiamo avanti.