Alle parole, i fatti. Con la firma del Protocollo d’Intesa avventa lunedì scorso 13 aprile tra il Comune di Jesi e il Comune di Andria, ha preso ulteriormente forma concreta una visione ambiziosa per la nostra città: costruire relazioni solide, uscire dai confini territoriali e valorizzare, in modo autentico e condiviso, il pregiatissimo patrimonio culturale andriese, a partire dall’eredità identitaria legata a Federico II di Svevia, lo “Stupor Mundi”.
Lunedì si sono gettate le fondamenta per un ponte ideale tra Marche e Puglia nel nome di una delle figure più straordinarie della storia europea. Jesi, città natale dell’Imperatore – da lui stesso definita la sua “Betlemme” per avergli dato i natali nel 1194 – e Andria, custode del celebre Castel del Monte, simbolo universale della sua visione imperiale. Le due città hanno unito le forze per dare vita a un progetto innovativo e di ampio respiro. Il Protocollo sancisce infatti la nascita di una vera e propria “carta delle città di Federico II di Svevia”, un progetto destinato ad ampliarsi progressivamente coinvolgendo altre realtà italiane profondamente legate all’Imperatore, come Castelfiorentino, Palermo, Napoli e Melfi, fino ad arrivare a una rete di relazioni e gemellaggi a livello europeo.
“Questo accordo è un ulteriore tassello di una strategia chiara che abbiamo portato avanti negli anni, nonché della credibilità che Andria ha saputo conquistarsi” spiega la Sindaca Giovanna Bruno. “Costruire una rete di collaborazioni, gemellaggi, partnership e protocolli d’intesa significa rendere Andria sempre più conosciuta e attrarre un turismo di qualità, non predatorio. Ecco perché abbiamo voluto fortemente che la nostra città si inserisse in circuiti e reti di relazioni significative: da Bologna per Farinelli, alla collaborazione con la Regione della Normandia per la rete normanno-sveva, fino alla Rete dei Comuni Sostenibili e alla vicepresidenza dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio”.
Una strategia che si è rivelata vincente visto quanto attestano i numeri recentemente diffusi dalla piattaforma regionale “Il Turismo in Puglia”, numeri dunque certificati da un ente terzo. Andria è oggi riconosciuta come “Città a economia prevalentemente turistica e città d’arte” e ha rafforzato il proprio percorso avviato dal 2020. Le strutture ricettive sono passate da 79 nel 2019 a 162 nel 2025 (+105%), i posti letto da 694 a 2000 (+188%). Gli arrivi sono cresciuti da 21.367 a 24.287 e le presenze da 38.658 a 50.923, con un aumento particolarmente significativo dei visitatori stranieri, da 9.960 a 16.419.
“L’obiettivo ci era chiaro fin dall’inizio” continua la Sindaca “andare oltre una valorizzazione episodica della città e costruire una crescita reale e costante attorno alla figura di Federico II, del nostro patrimonio culturale, paesaggistico, enogastronomico. In questo senso, Jesi rappresenta un modello virtuoso, dove la memoria federiciana permea ogni aspetto della vita cittadina. Andria raccoglie questa sfida con determinazione, con l’intento di offrire ai visitatori un’esperienza più profonda e duratura, che vada oltre la pur straordinaria attrattività di Castel del Monte. Di strada da fare ce n’è ancora” conclude, “ma il nostro passo è spedito e la direzione è quella giusta. Del resto ad Andria si va avanti. Sempre”.
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